lunedì 24 agosto 2015

Cinema // Le Amiche (1955) di Michelangelo Antonioni

Michelangelo Antonioni mi ha letteralmente stregata con un film del 1955 intitolato Le Amiche.
La sceneggiatura è semplice ma spesso pungente, soprattutto per alcune frasi che danno un quadro preciso di certe piccolezze umane che a distanza di quasi 50 anni non ci abbandonano.



Una talentuosa sarta di Roma viene inviata dal suo capo a Torino per curare l'apertura di una nuova sartoria. Una serie di vicissitudini ( un tentato suicidio di una sconosciuta, lavori in corso non ancora completi con tanto di architetto che si atteggia a dandy) le faranno conoscere un gruppo di suoi coetanei.

Questi l' accoglieranno ma le consentiranno anche di vedere con chiarezza quanto una certa mancanza di obiettivi e valori possa ledere se stessi e chi sta intorno.

Per altre info più dettagliate vi consiglio di leggere qui.

Il film mi è piaciuto per tre ragioni principali:

1. mi ha permesso di vedere da vicino la quotidianità degli anni 50, cosa che mi ha sempre stregata in quanto mi consente di sentirmi più vicina ai miei nonni, che purtroppo non ho conosciuto di persona ma che mediante i racconti di mia madre non mi sono poi tanto sconosciuti; vedere come interagiscono ragazze e ragazzi, quali discorsi potessero fare tra loro, come spendessero il loro tempo libero, mi ha fatto sentire più vicina ai miei nonni in maniera piacevole e umana

2. i vestiti sono meravigliosi; vite strettissime, gonne larghe, caviglie in scarpe impeccabili, total black impreziositi da perle e pellicce, mi hanno ricordato quanto la classe sia intramontabile e senza tempo. Basta un abito nero e delle perle per essere bellissime. Il trucco pesante è bandito, solo una leggera aura di bellezza corona i capi di queste splendide attrici - e uomini attraenti, nei loro abiti ben tagliati e spalle larghe. I costumi sono curati dalle Sorelle Fontana di cui potete leggere tutte le info qui.

3. Il film è un importante manifesto dell' emancipazione femminile. All' inizio questo non si può percepire ma nel contesto si desume che il film si incentri sull' indipendenza della figura femminile.
Una donna sposata sempre alla ricerca di amanti, una sarta che non rinuncia al suo lavoro anche a costo di molte rinunce, danno un quadro complessivo di emancipazione (spesso minato da cattive intenzioni). Per comprendere in pieno quanto affermo dovrete guardare il finale del film, piuttosto inaspettato se si considera l'epoca in cui è stato girato.

Nel complesso è un film accattivante, che lascia 'qualcosa dentro', che rimane impresso e, soprattutto intelligente.
Basti questa frase, tratta dal film, a confermarlo:

- A Roma le signore vogliono spendere poco e sembrare ricche, qui a Torino invece spendono molto ma vogliono sembrare dimesse, semplici

- Perchè?


- Diplomazia sociale...



ecco alcune ispirazioni anni cinquanta riportate ai giorni nostri



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