venerdì 18 settembre 2015

Cinema // Il Club delle Prime Mogli & la vendetta (ops, volevo dire giustizia)



Avevo visto il Club delle prime Mogli molti anni fa, quando ero bambina e lo trasmettevano il pomeriggio ( credo su uno dei canali Mediaset, quando fa troppo caldo anche per i dipendenti della rete).
E mentre da ragazzina non capivo in pieno alcuni punti del film ( in realtà molto leggero), adesso li ho notati e vi aggiungono un valore aggiunto al  film che, a prima vista, non avrebbe.

In breve: una donna bella e ricca (Stockard Channing), lasciata dal marito per una bambolina uscita da poco dall' adolescente, rimasta sola e con una vita spezzata dalla delusione d' amore, si suicida. 

Le amiche del liceo (le tre rimanenti), si incontrano nuovamente al funerale e, durante un pranzo seguito alla cerimonia, chiacchierano sulle proprie vite, evidenziando come tutte, per ragioni futili, siano state lasciate dai rispettivi mariti a cui avevano dedicato vita e carriera.

Decidono pertanto di unirsi e di stringere un patto: aiutarsi vicendevolmente per incastrare i tre ex mariti e riprendere in mano la propria vita.

Una dimagrirà, l'altra dirà stop all' alcol, l' altra ancora manifesterà la rabbia repressa, motivo per cui era in cura da una psicanalista spillasoldi.

La vicenda è frizzante e divertente e davvero importanti sono tre punti dalla sottoscritta notati (non è una ramazina ma uno spunto di riflessioni per tutte le donne, e, forse, anche per gli uomini):

1. mai sacrificare le amiche per il marito/ fidanzato/ compagno: la solidarietà tra donna è rara e preziosa ed è un salvavita quando tutto sembra andare a rotoli. Tutte, almeno una volta nella vita, facendoci quattro risate con le nostre amiche con un cocktail in mano, abbiamo risollevato il morale e, talvolta, guardato i nostri problemi da un punto di vista più risolutivo. Quindi, teniamoci strette le amiche, le sorelle che, in fondo, abbiamo scelto.

2. mai sacrificare tutte sè stesse, interamente: quando i nostri compagni ci hanno incontrate eravamo - spesso - da sole, complete in noi stesse, selvagge, indipendenti: eppure a loro siamo piaciute. Questo perché ci avevano trovate nella nostra interezza, con tutti i nostri pregi, guai, passioni, problemi.
questo non significa che l'altra persona debba essere esclusa dalla nostra vita, che i problemi debbano rimanere dove sono. Significa che le nostre passioni - positive e negative - sono state cioò che ha attratto le nostre metà. Significa che, anche se siamo composte da due parti, non siamo a metà, ma siamo sempre noi nella nostra interezza, fierezza e indipendenza. Pertanto, non sacrificare una parte di sè: rischiamo di tagliare la parte che più ha attratto chi ci sta vicino.

3. Farsi rispettare e rispettare il passato e le azioni che l' hanno costruito, non significa essere vendicative o cattive: significa dare il giusto valore al tempo trascorso. Ciò significa che bisogna stare attende a non farsi mancare di rispetto: non lo merita nessuno, nemmeno il nostro peggior nemico.

4. Gli anni novanta, se non si considera la sfumatura più grunge, erano fantastici per la moda: le tre protagoniste hanno stili completamente diversi, ma ci piacciono tutte e tre: una per la tenerezza che fa nelle sue camice e pantaloni così bon ton; l'altra per i tailleur che finalmente riesce nuovamente ad indossare - con spalle larghe e longuette; la terza, la diva, veste di nero, pelle e sempre aderente....una vera vipera, Il marito confermerà.

In sostanza, vi consiglio di spendere un pò di tempo libero a guardare questo film, magari quando siete in compagnia delle vostre amiche, per poter inneggiare alla vendette, ops, giustizia, in libertà.

 







 






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